Diplomazia culturale tra Italia ed Egitto
Con la dott.ssa Rania Yehia, ex direttrice dell’Accademia d’Egitto di Belle Arti a Roma
Con la dott.ssa Rania Yehia, ex direttrice dell’Accademia d’Egitto di Belle Arti a Roma

Il 9 ottobre 2026 l’Arabic Cultural Institute ha ospitato la dott.ssa Rania Yehia, ex direttrice dell’Accademia d’Egitto di Belle Arti a Roma. Al centro dell’incontro c’era una domanda semplice: che cosa possono fare l’arte e la cultura per avvicinare due paesi? La risposta è arrivata attraverso un percorso tra Italia ed Egitto, dal passato fino a oggi. Si è partiti dal Novecento. Nel corso dell’incontro si è discusso del confronto tra la scultura di Mahmoud Mokhtar e la pittura di Mahmoud Said da una parte, e le opere di Umberto Boccioni e di Felice Casorati dall’altra. Boccioni la scompone nel movimento, come nelle Forme uniche della continuità nello spazio, mentre Mokhtar la raccoglie in una monumentalità composta e, nella Rinascita dell’Egitto, trasforma l’eredità faraonica in un linguaggio moderno e nazionale. Si è discusso anche dell’affinità, più sottile, tra Said e Casorati, che costruiscono figure solide e silenziose, immerse in una luce ferma e in un tempo sospeso, con un debito comune verso la pittura rinascimentale italiana. Da contesti lontani, questi artisti hanno cercato un equilibrio simile tra modernità e radici. Il discorso è poi passato all’arte contemporanea e al ruolo delle donne nel mondo artistico. Il filo conduttore è rimasto l’influenza reciproca: tra Italia ed Egitto le idee hanno sempre viaggiato in entrambe le direzioni, e continuano a farlo.